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Processo editoriale | AI-Fidanzata

Processo editoriale

Come testo le app su questo blog, perché niente viene buttato giù alla carlona e cosa puoi aspettarti da me.

Ultimo aggiornamento: aprile 2026 Matteo Ferri 8 min di lettura

Qui leggi recensioni di app di fidanzate AI. Prima di cliccare su qualsiasi link o di pagare qualcosa, dovresti sapere come lavoro. Niente comunicati stampa riciclati, niente ghostwriter, niente “secondo il sito ufficiale del produttore”. Installo ogni app, pago il piano Premium di tasca mia, faccio conversazioni vere, scatto screenshot, prendo appunti. Solo dopo arriva la recensione.

Questo blog è mio, lo scrivo io e segue qualche regola fissa. Le trovi qui. Messe in chiaro, così puoi farti un'idea di quanto valgono le recensioni.

Ogni quanto aggiorno i contenuti

Le recensioni invecchiano. I prezzi cambiano, arrivano nuove funzioni, alcune app peggiorano a ogni aggiornamento (succede anche questo). Per questo:

Ogni tre mesi ricontrollo le recensioni esistenti. Il prezzo è ancora quello? Ci sono funzioni nuove? Hanno rifatto il builder personalizzato da qualche parte? Se qualcosa è cambiato, la recensione viene aggiornata subito.

Ogni sei mesi c'è il giro grosso: test completo da capo, screenshot nuovi, voto ricalcolato. Se nel frattempo un'app è peggiorata, esce dai consigli, anche se prima mi piaceva.

Se un'azienda rivoluziona pubblicamente i suoi prezzi (come Kupid AI nella primavera 2026, passata dai token a settimana/anno/lifetime), aggiorno più in fretta. Lì non devi aspettare tre mesi.

Perché non faccio scrivere i testi all'AI

L'ironia la vedo anch'io: un blog sulle fidanzate AI, scritto tutto a mano. Sarebbe più razionale farci passare sopra GPT.

Ma non lo faccio. Due motivi:

Primo: le app le ho testate io, tre settimane ciascuna, con conversazioni vere, fail veri, sorprese vere. Un modello linguistico non può raccontarlo. Può elencare le funzioni, certo, ma non sa cosa si prova quando un'AI all'improvviso si dimentica il tuo nome, o quando il generatore di immagini ti sputa fuori la stessa posa tre volte di fila.

Secondo: i testi scritti dall'AI suonano tutti uguali. Trattini lunghi ovunque, “moreover” e “furthermore” come connettivi, paragrafi che finiscono con “In conclusion”. Li riconosci dopo due righe. Se facessi così anch'io, potresti anche chiudere la scheda.

Quindi: ogni frase l'ho scritta io. Refusi compresi, se qualcuno scappa. Umano, appunto.

Il mio sistema in 7 categorie

Ogni app prende un voto da 1 a 10, diviso in sette categorie. Il risultato finale non è semplicemente la media: alcune categorie pesano di più a seconda di che tipo di app è. Eccole:

Varietà dei personaggi

Quanti personaggi già pronti ci sono, quanto è ampia la scelta, puoi crearne uno tuo? Un'app con 20 ragazze anime fatte con lo stampino e un builder personalizzato prende meno di una con 300 personaggi in tutti gli stili, anche senza builder.

Personalizzazione

Quanto puoi andare a fondo nel personaggio? Solo nome ed età, o davvero personalità, scenario, tipo di relazione, tatuaggi, lavoro? Più è dettagliato, meglio è.

Qualità della conversazione

Dopo 30 messaggi l'AI si ricorda ancora l'inizio? Arrivano risposte generiche alla GPT o resta nel personaggio? Mente in modo coerente (nel bene e nel male)?

Qualità delle immagini

Se l'app genera immagini: anatomia pulita, luci decenti, o sei dita per mano? La coerenza dello stile (il personaggio resta lo stesso) per me conta più dei pori della pelle fotorealistici.

Privacy

Sede dell'azienda (UE o USA), conformità al GDPR, metodi di pagamento (si può pagare in modo anonimo con le crypto?), cancellazione dei dati su richiesta. Qui noi europei siamo più esigenti degli americani, e a ragione.

Rapporto qualità-prezzo

Quanto costa un mese di Premium e cosa ti danno in cambio? Un'app da 40 euro al mese che ti fa mandare tre messaggi all'ora è una fregatura. Una da 10 euro con chat illimitata è onesta.

Facilità d'uso

Interfaccia intuitiva, onboarding sensato, app stabile o che crasha? Se mi servono tre clic per cambiare personaggio, il voto scende.

Matteo e Vanessa presentano il sistema di valutazione in 7 categorie di AI-Fidanzata

Sei regole che rispetto

Al posto della fuffa da marketing, quello che conta davvero:

Onestà prima dei consigli

Se un'app è scarsa, nella recensione c'è scritto. Nero su bianco, con esempi. Niente giri di parole educati, niente “ha ancora margini di miglioramento”. Se io non la pagherei, te lo dico.

Trasparenza su di me

Sai chi sono, dove sto, cosa facevo prima (vedi più sotto, “Chi è Matteo”). Niente pseudonimi, niente foto stock di tester sconosciuti.

Incorruttibilità

Prendo commissioni di affiliazione (è scritto nella sezione “Come si finanzia”). Quello che NON prendo: posizionamenti a pagamento, recensioni sponsorizzate, bonifici per voti migliori. Un'app non può pagarmi per prendere 9 invece di 6. Se è questo che cerchi, ci sono altri siti per quello.

Precisione

Prezzi in euro con la data. Screenshot dai miei test, non da cartelle stampa. Categorie del voto verificabili, niente voti a sentimento.

Accessibilità

Il blog è gratis: niente paywall, niente newsletter imposta, niente pop-up che ti chiedono la mail prima di farti leggere il primo paragrafo. Leggi, decidi, fine.

Qualità prima della quantità

Meglio cinque recensioni all'anno fatte bene che cinquanta buttate lì. Qui la qualità viene sempre prima della quantità.

Cosa controllo prima che una recensione vada online

Ogni recensione passa dalla stessa checklist. Solo quando tutti e sei i punti sono spuntati, l'articolo esce:

  1. Prezzi aggiornati. Il giorno della pubblicazione apro la pagina dei prezzi dell'app e confronto. Se qualcosa è cambiato, lo correggo prima di pubblicare, non dopo.
  2. Niente esagerazioni. “La migliore app di sempre” o “garantito meglio di X” vengono tagliati in revisione. Scrivo quello che ho vissuto, non quello che suonerebbe bene.
  3. Dare contesto. Se dico “il builder dei personaggi è scarso”, accanto c'è scritto perché, rispetto a cosa e per che tipo di utente è un problema.
  4. Verificare i dati. Citazioni da interviste, numeri da studi, specifiche tecniche: controllati su almeno una seconda fonte prima di finire nel testo.
  5. Info sul prodotto chiare. Cosa è incluso nel prezzo e cosa no, quali limiti (messaggi a settimana, crediti immagine, minuti di video). Niente asterischi nascosti.
  6. Giro anti-refusi. Ogni articolo viene riletto due volte prima di andare online, una il giorno dopo a mente fresca. Non è perfetto, ma meglio che pubblicare di getto.

Quali fonti uso

Per il contesto, le notizie di settore e le analisi tecniche mi appoggio a una manciata di testate che leggo regolarmente e che considero affidabili. Un mix di italiano e inglese:

In italiano

  • DDay.it (e HDblog) per gli articoli tecnici, soprattutto hardware per l'AI e privacy
  • Agenda Digitale per tutto quello che riguarda diritti digitali, GDPR, tracciamento
  • Wired Italia per le news tech quotidiane

In inglese

  • Ars Technica e The Verge per le analisi sulle piattaforme
  • TechCrunch per round di finanziamento e news sulle startup
  • Wired (edizione USA) per i pezzi più lunghi su etica dell'AI e conseguenze sociali
  • Rest of World per le prospettive internazionali, dove i media italiani non arrivano

Per le funzioni concrete delle app controllo sempre anche la documentazione ufficiale della piattaforma. Quello che promettono i produttori è spesso più ottimista di quello che l'app sa fare davvero, per questo verifico durante il test.

Quando cito uno studio, lo linko. Se ho un numero di seconda mano, lo scrivo (“secondo TechCrunch, gennaio 2026”). Niente affermazioni campate in aria.

Come si finanzia questo blog

Versione corta: link di affiliazione. Versione lunga:

Se in una recensione clicchi su un link verso un'app e lì crei un account o compri un pacchetto Premium, l'azienda mi paga una commissione. Per alcune app sono pochi euro a registrazione, per altre una percentuale sul primo acquisto.

È una cosa trasparente, per questo è scritta qui. Ma ecco cosa non significa:

  • Nessuna app può pagarmi per avere un voto migliore.
  • Nessuna app vede la recensione prima della pubblicazione.
  • Se due app si equivalgono, non consiglio quella con la commissione più alta, ma quella che trovo migliore.
  • Se un'app non paga nessuna commissione (succede) ed è comunque buona, la consiglio.

A parte le commissioni di affiliazione, qui non trovi: banner pubblicitari, pop-up, newsletter obbligatoria, un'azienda alle spalle che possa mettere becco nei contenuti. Il blog gira sul mio server, i testi li scrivo sul mio portatile dopo il lavoro.

Se non vuoi cliccare su un link di affiliazione, cerchi l'app direttamente su Google. La recensione qui resta gratis da leggere, in ogni caso.

Chi è Matteo

Due parole su di me:

Mi chiamo Matteo Ferri, quasi trent'anni. Cresciuto in un paesino sperduto della Basilicata, dove il momento clou del venerdì sera era ritrovarsi nel parcheggio davanti al bar della piazza. Oggi vivo a Milano.

Ho iniziato l'università e a un certo punto l'ho mollata, perché era troppo teorica per me. Il resto l'ho imparato da solo. Di giorno faccio il web developer, roba di siti e codice, niente di spettacolare. Lavoro normale, vita normale.

Matteo Ferri

Con le AI girlfriend ho iniziato nel 2023, per curiosità. Ho scaricato Candy AI, giusto per vedere di che si trattava. Ci sono rimasto sotto, poi ho testato altre app in modo sistematico, a un certo punto ne avevo provate più di 40, 20 delle quali a fondo. Visto che dopo il lavoro non passo le serate in discoteca e non vado matto neanche per gli aperitivi affollati sui Navigli (troppo caldo, troppo casino), la cosa si incastra bene con le mie serate.

Perché dovresti fidarti: perché questo blog non l'ho costruito a tavolino per il mercato, ma è nato da un'ossessione personale. L'argomento mi interessa davvero. Vengo dal gaming (WoW Classic, da quando avevo 13 anni), per me i modelli linguistici sono strumenti di roleplay, non fidanzate di ripiego. Questo influenza come valuto le app. Le giudico come un gamer giudica un gioco, non come un consulente giudica un prodotto.

Contatti

Hai trovato un errore? Hai un'app da consigliarmi? Una domanda che non trova risposta in nessuna recensione? Scrivimi:

[email protected]

Di solito rispondo entro due o tre giorni lavorativi. A volte prima, a volte (se al lavoro sta bruciando un progetto con scadenza) un po' dopo. Ma ogni mail la leggo io, qui non c'è nessun filtro del supporto e nessun servizio “risposta entro ventiquattro ore”.

Se mi scrivi perché un link in una recensione è vecchio o un prezzo è sbagliato, grazie in anticipo. Segnalazioni così valgono oro, perché non posso materialmente ricontrollare tutte le app ogni settimana.

Cosa non rispondo: richieste di collaborazione da agenzie di PR che “vorrebbero valutare possibilità di posizionamento per un loro cliente”. Le mail le leggo, ma non rispondo. Vedi più su nel testo, il punto “Incorruttibilità”.

SUPPORT.EXE
Vanessa, l'assistente AI
ID: VAN-001
Ehi, ti va di bere qualcosa?
ONLINE LOC: MILANO_HQ RESP: ~2H
04 // CONTATTI

Hai una domanda?

Vanessa, la mia assistente (la bomba nella foto), vorrebbe offrirti da bere. Rispondile e basta. No dai, scherzo. In realtà sono io che rispondo in boxer dalla mia sedia da gaming. Quindi per favore niente roba strana a Vanessa.

Offri da bere a Vanessa